Premessa

Di Giovanni Soppelsa

Sul finire dell'800,il cadavere anonimo di una giovane donna annegata, poco più di una adolescente, veniva esposto alla Morgue, affinché venisse riconosciuta. Non accadde. Un impiegato pietoso fece di quel volto un calco che ne rende immortale il sorriso dolce e profondo (e che sì può vedere in copertina della presente raccolta). Ne scriveranno Rilke, Nabokov ed altri illustri: più modestamente, anche qui. In Il tavolo anatomico si compie il medesimo esercizio che Tarantino esegue in C'era una volta ad Hollywood nei confronti di Sharon Tate: piegare la realtà, costringerla, affinché l'eroina in realtà non compia il suo destino tragico.

Quattro racconti di questa raccolta sono invece riflessioni sulla storia: inevitabilmente.

Un modesto litigio immagina un dialogo tra l'Imperatore d'Austria-Ungheria Francesco Ferdinando ed il fratello Carlo nella mattina di venerdì 25 ottobre 1929, con le prime notizie del crollo di Wall Street: è, forse, una riflessione sul concetto di regalità; leggendolo ad alta voce, il lettore può immaginare di avere percorso il periplo del Belvederegarten a Vienna, falcata più, falcata meno. Il colonnello Thomas Edward Lawrence, nella primissima gioventù, percorse in bicicletta una parte non trascurabile di Francia, tratteggiando con puntualità fotografica le architetture gotiche della provincia. L'incontro con un vecchio sacrestano, la cui progenie risale alle pietre da cui si ricavarono le chiavi di volta dei muratori medievali, gli farà provare un desiderio d'oriente, alla ricerca, forse, del paradigma di ogni architetto. Ne ricaverà una coda onomastica con il profumato "d'Arabia". Anche La dama pietosa ha conseguenze nelle medesime parti di mondo; è un what if: immagina come sarebbe cambiata la storia universale se il terribile biancore della lebbra non avesse baciato il volto mortale di Baldovino IV; alcuni lettori potranno notare un divertito riferimento a Dino Buzzati. Alessandro fece uccidere per motivi macchiavellici Parmenione, padre del congiurato Filota; lo spirito di Alessandro è troppo grande per potere immaginare cosa questi pensò al momento di dare l'ordine d'assassinio del sempre fedele consigliere, ma possiamo cercare di immaginare la reazione di Parmenione: supponiamo, da uomo politico quale era, che lo ritenne al contempo ingiusto ed inevitabile; per puro gusto estetico, questo racconto è stato trasportato in un altro mondo, di qui il titolo Un'ambasciata alla rocca del Martello Rosso.

Noto regista a Miami (il cui titolo brilla per l'opaca sciatteria) è di genere umoristico. Il Dr. Johnson affermava che avrebbe anche potuto credere a chi gli avesse raccontato di avere visto un fantasma, ma non avrebbe mai creduto a colui che raccontasse di Giorgio III che schiaffeggia William Pitt: così l'ipotesi più irrealistica diventa più probabile di quella realistica. Nessuno potrebbe immaginare davvero Ingmar Bergman seduto ad un lounge bar di Lincoln Road.

Seguono due racconti d'amore, non casualmente floreali. Le camelie fioriscono applica un tema ricorrente (ma forse oggi meno ricorrente di un tempo) quello della romance brillante ed aerea, il cui fine è l'istantanea amorosa, ad un palcoscenico peculiare come quello di un lungo viaggio interstellare, dove usualmente vige la regola che la stretta convivenza porta a conseguenze nefaste. Eppure, il Giardino dell'Eden è un luogo circoscritto: e nello spazio, forse, non vi sono serpenti. Attraverso Charles Swann sappiamo poi quello che ogni innamorato ha sempre saputo: quale sia il fremito di piacere nel suggerire ed evocare, all'interno di ogni conversazione, il nome sacro dell'amata. Legge che nemmeno Deus Sabaoth può dissimulare nei confronti della fanciulla di Nazareth: è questo lo scandaloso presupposto di Il profumo del giglio bianco.

Attorno al 1595, e probabilmente al Theatre di Shoreditch, andò in scena Midnight's summer dream, dove Oberon e Titania litigano con feroce levità. William Herschel, ad una trentina di miglia di distanza, nel suo osservatorio di Slough, scopriva nel 1787 i due primi satelliti di Urano, nominandoli, appunto, Titania ed Oberon. Nel 1967, verosimilmente in una casa privata tra questi due estremi, Syd Barrett ha una stupefacente visione degli stessi in due frutti sfereggianti. Appunti su una fiaba sunteggia la storia sotterranea a questi eventi.

Maestro di lancia è una aristia. Poche cose sono più disconosciute, in questo pallido scorcio di secolo, del valore (da non scambiare con la ferocia) in una battaglia. Questo racconto cerca futilmente di redimere sia tutti coloro che danzarono come principi tra la fanghiglia, gli acciai e gli intestini, sia quelli che ne provano disgusto.

Due racconti, Loch Arkaig e Hārūn al-Rashīd incontra nelle oasi di Ghouta una gazzella, sono complementari, o, per meglio dire, duali, e si nascondono sotto il medesimo schema o, meglio ancora, lo stesso schema rivoltato. Che il primo sia una bucolica a cui alla tamerice si sostituisce il cardo, e il secondo una storia di djinn ed eunuchi, è un dettaglio che potrebbe disinteressare un tecnico.

Tredici racconti. Ognuno dei tredici racconti è simbolo ed immagine del supplizio, della morte e del martirio di ciascuno dei tredici apostoli; l'ultimo, senza titolo, dovrebbe ricordare Giovanni Evangelista a Patmos, e descrive una ipotetica introduzione di un libro di racconti che non sarà mai scritto: al lettore l'ammonimento di non smarrirsi all'interno di una eterna ghirlanda brillante.